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giovedì 27 settembre 2012

Incontro al sole.

All'alba il mondo è diverso, disorientante. Per strada riconosci il tuo cammino di sempre, ma non lo affronti con nessuno. Qualche rumore di fondo, sembra un pigolio. Non hai fretta, il deserto rimbomba intorno a te. Sembra che voli sull'asfalto lucido, tranquilla. La mano allo stereo, un paio di cuffiette. Canti il tuo incedere perché devi percorrere molti chilometri. Ma non ti angustia. La strada è diritta e ti puoi permettere di pensare a questo viaggio. Sei uscita di casa senza che nessuno se ne accorgesse, dopo chiamerai. Dirai che te ne sei andata per sempre. Hai trovato il coraggio di evadere, di scappare dalla tua prigione che aveva le pareti troppo strette, ormai. Non hai portato nulla con te, solo la tua speranza e la voglia di arrivare. E chilometro dopo chilometro arrivi. Il mare, meravigliosa distesa d'acqua che dorme tranquilla, è ancora troppo presto per svegliarla. Sullo sfondo un meraviglioso paesaggio di case e alberi coloratissimi. Le finestre sono tutte chiuse, sonnecchiano. Ti siedi per terra, gambe incrociate e intoni un canto. Una vecchia canzone che sai a memoria, tutta. Non ti sfugge una nota, non stoni nemmeno. Aspetti con impazienza che il sole ti veda. Sei lì che lo aspetti. Ed eccolo, meraviglia delle meraviglie. Ha mille sfumature e sta guardando te, che ancora canti, ancora lo invochi. Hai fatto tutto, hai chiamato. Non ti spoglio, entri nella pacifica acqua che ti accoglie con un brivido. E cammino incontro al sole che ti fa fretta, tra un po' sarà troppo alto per abbracciarti.




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