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domenica 21 ottobre 2012

Dammi il cinque.

Dammi il cinque, cinque dita che si uniscono, a volte si stringono. Vuol dire complicità. Due mani, usate per tutto ciò che è il movimento quotidiano, insieme fanno fazione. Le mani e le dita sono il laccio che unisce il corpo a tutte le relazioni. Cinque dita che sanno e possono fare tutto, basta solo che si muovano. E tu le hai sempre a disposizione, sempre vive e vivaci. Le tue mani hanno vissuto quanto te, hanno argomentato insieme alla tua voce, a volte hanno parlato da sole. I gesti, spesso, sono molto eloquenti. Mani che salutano. Mani che si stringono ad altre. Mani calde e ardimentose. Sono le prime a parlare delle persona che abbiamo di fronte. Le mani ci aiutano a conoscere molte sensazioni che nemmeno la vista ci può regalare. Quante volte abbiamo accarezzato con le mani. Carezze sottili, a volte impercettibili, che facevano accapponare la pelle. Mani che si cercano, si stringono, molte volte si divincolano. Mani sfuggenti, affondate nelle tasche. Mani intoccabili, perché fanno sognare tutto quello che un frammento di pelle può raccontare. Le mie mani chiuse nelle tue, strette a pugno, una sorta di protezione dal mondo esterno. Accarezzami il viso con tutte e due le mani e sciogliti in un abbraccio forte e lungo. Mani che zittiscono, ma che vorrebbero parlare. Accoglimi, prendimi per mano e fammi volare come quando si era bambini e quando ti fermavi ti girava la testa. Mani.


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