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giovedì 25 ottobre 2012

Un patto con il diavolo.

Ho stretto un patto con un diavolo che si chiamava Stefano. Era alto, bellissimo, carismatico. Doti eccezionali prese tutte insieme, ma lui era così. Ci amavamo, ci volevamo solo come due adolescenti possono promettersi uno all'altra. Ridevamo del nostro patto suggellato in silenzio, dalle nostre labbra semiaperte. Confidavamo in questo amore eterno, come tutti i ragazzini di questa terra che si sentono già in grado di promettere. Indivisibili, due gemelli siamesi di tenerezza, abbracci, dolci baci e più in là non siamo andati. Forse non sapevamo nemmeno come fare. E si cresce, si va dove porta la vita, ci si allontana ma resta sempre il telefono, le lettere. Sempre meno frequenti, troppe cose da fare, troppa vita da vivere in fretta e ognuno a modo suo. Nella spensieratezza della vita che ti porta all'età adulta, conoscevi decine di ragazzi ai quali promettevi amore eterno e loro a te. Dopo anni, hai saputo che lui era ancora là, al paese. Ti raccontarono che era meno bello, per nulla carismatico. Viveva da solo. Ogni tanto lo si vedeva girare in paese, con l'aria persa di chi cerca qualcuno. E tu ammutolisci e ricordi il patto, era alto, bellissimo e carismatico, Stefano. Ma un altro uomo ha avuto la tua anima.


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